Come stimare pregi e difetti
In un periodo di grandi controversie direzionali, il principale motivo di contrasto è l’onestà nel giudizio. Sarebbe altrettanto importante stabilire quanto questo dissenso sia dovuto alla disonestà e quanto all’ignoranza. Il giudicare in maniera errata e lo sputare sentenze senza cognizione di causa possono altrettanto configurarsi come disonestà, non reale quanto intellettuale, considerando che le conseguenze prodotte sono le medesime.
Conoscere i motivi che identificano una razza: lo standard Conoscere lo standard ed applicarlo nella selezione della razza è difficile. Altrettanto impegnativo è lo studio della cinognostica, ma più ardua è la comparazione dei pregi e dei difetti, ossia saper darloro il giusto peso per poi prendere decisioni perl’impiego selettivo o per stilare una classifica in un’esposizione. E’questounargomentomaitrattatonellasuacompletezza, anche se di basilare importanza, complementare e successivo alla conoscenza dello standard e della cinognostica. Doveroso è anche conoscere alcuni principi essenziali che condizionano le scelte. Principi essenziali La conoscenza dei pregi e dei difetti è guida per effettuare lescelteperl’impiegoinrazza spessopurtroppoalteratedall’aspetto agonistico delle prove. – La razza del cane da pastore tedesco deriva da una selezione del cane da gregge e tutte le sue caratteristiche anatomiche giustificano l’origine. – Lasuatagliaèclassificatacometagliamedia(ilProf.Solaro, suddividendo le razze per taglia, classifica i cani di taglia media in “statura media: altezza al garrese da cm. 0,40 a cm. 0,65). – Il tipo morfologico è mesocefalo, mesomorfo resistente (Prof.Barbieri “Tipoidealedelmesomorforesistente: canedapastore tedesco).
Latestamesocefalaèimpostadallostandard:lalunghezza del craniodeve esserepari alla lunghezza delmusoe la sua larghezza pari alla metà della sua lunghezza. – Descrivendo il trotto il Prof. Barbieri dice: “ il pastore tedesco risponde appieno al tipo del trottatore. L’accentuata differenza tra altezza e lunghezza del tronco, l’inclinazione della scapola e della groppa e la lunghezza dell’avambraccio permettono che questo soggetto possa sviluppare un trotto che copre molto terreno”. Significativa è anche una sua ulteriore precisazione. Scrive sulla lunghezza del tronco “che la più o meno accentuata differenza di queste due misure determina il tipo del trotto”. Considerazione basilare per una giusta selezione della razza. Dopo queste importanti premesse cerchiamo di stabilire alcuni criteri di valutazione attribuendo loro un peso. La cinognostica analizza i soggetti adulti ed è condizionata da nuovi criteri selettivi Dobbiamoinnanzituttopremetterecheoggi lavalutazione cinognosticaècondizionata,soprattuttonellanostrarazza,danorme che complicano il giudizio. Primotratutteilgiudiziodelleclassisuddiviseinetàmentre la cinognostica e la zoognostica danno suggerimenti per la stima di un animale in età matura. La valutazione in un’età giovanile può essere impropria e soggetta a variare nel tempo, mentre il giudizio di un soggetto in età matura consente un’accurata analisi. Oggi si sono aggiunti altri motivi discriminanti come l’esenzione da displasia delle anche e della lussazione del gomito. Abbiamo poi le prove dell’iter selettivo che comprendono la prova di resistenza e i brevetti attitudinali. Da ultimo, la prova di selezione che dovrebbe essere garanzia della presenza di tutte le caratteristiche di razza compresi anche l’altezza e i denti per quantità, qualità e allineamento. Così come la presenza dei testicoli nel maschio, mentre nella femmina non sono possibili le valutazioni degli organi genitali esterni. Alcuni principi di distinzione E’ bene ricordare un principio basilare per dare il giusto peso ad un difetto: il peso sarà tanto maggiore se il difetto sarà contrario a quanto prescrive lo standard per quella regione. Così avverrà per un metacarpo troppo flesso o per uno troppo rigido. Essendo richiesto per la nostra razza un metacarpo inclinato di 20° rispetto alla verticale, al fine di ammortizzare gli appoggidell’artoanterioreduranteiltrotto,saràminordifettoquello troppo flesso piuttosto che quello troppo rigido. Tale stima è opposta per un fox terrier il cui standard prescrive un metacarpo diritto e rigido per estrarre, impuntandosi, selvatico dalla tana. Stabilito questo principio, ne deriva anche che giudicando una groppa troppo scoscesa ed una piatta, quella troppo scoscesa sarà minor difetto essendo prerogativa del trottatore la groppa avvallata. Pregi e difetti Quando cominciamo ad analizzare un cane nel suo insieme e riscontriamo diversi difetti, questi rendono difficoltoso il confronto con un altro cane con altrettanta varietà di difetti ma di diversa natura. Continuando l’esposizione di una sorta di riferimenti, è utile ricordare che i difetti vanno rapportati ai pregi e, quando questi siano veramente apprezzabili e rari nella razza, il difetto, se non macroscopico, può divenire veniale. Spieghiamo con un esempio. Oggi i soggetti alti oltre il consentitorappresentanounproblema.Perquestouncanedi giusta taglia, o quantomeno in taglia, con una groppa un po’ sfuggente, deve essere preferito ad un cane alto oltre i limiti consentiti con una groppa di corretta inclinazione. Le cose si complicano quando un cane in taglia ha gli occhi chiari, movimento limitato e coda portata male. In questo caso è il Giudice che deve decidere, secondo una personale preparazione o seguendo indicazioni di Club, se è ancora da preferire il cane di buona costruzione, ma in eccesso di taglia. Analisi dell’iter selettivo Una considerazione va fatta sull’iter selettivo del cane al momento del suo giudizio: 1 – L’accertamento dell’appartenenza alla razza attraverso il pedigree 2 – Il deposito del DNA a garanzia della sua genealogia 3 – L’esame radiografico dei gomiti e delle anche con accertata diagnosi 4 – La garanzia della presenza dei denti verificata all’atto di questi controlli che peraltro, essendo il cane anestetizzato, consentono un più attento esame. 5 – La prova di resistenza verifica con 20 km di percorso, alla velocità di circa 14 km orari, la resistenza fisica e la tenacia. Una prova che rende implicita anche una buona salute e una buona costruzione, in caso contrario il cane non potrebbe superarla. 6 – La prova caratteriale comporta almeno ilsuperamento della prima prova di brevetto dove vengono testati l’obbedienza, l’equilibrio ed ancora, con il salto e la palizzata, l’efficacia fisica. 7 – La prova in pista è garanzia di qualità attitudinali alle prove di fiuto. 8- Lasicurezzaèanchevagliatanell’indifferenzaallosparo. 9-Nelleprovedidifesasi valutanoancorainmodoripetuto la docilità nella condotta al piede, l’iniziativa nella perlustrazione dei revier, l’attitudine alla difesa, la mordacità, la combattività e la tempranelle varie fasidellaprovadi attacco. Il controllodelsoggetto èdimostratoneldisarmoenella condotta, così comenelresta a terra con distrazione. L’iniziativa è ancora garantita dall’invio in avanti. 10 -Il cane deve anche superare la prova diselezione dove vienesottopostoa verifichezoometriche,morfologicheefunzionali. Grava ancora il controllo dei denti, dei testicoli e l’indifferenza allo sparo, così come vengono controllate la presenza dell’equilibrio e la mancanza di aggressività e di nervosismo, così ancora si verificano la combattività e la presa del morso. 11- Eunaprovadel carattereèancoraquelladell’attaccoal Campionatola cui istituzione,dopotuttequestemolteplici verifiche, non può certamente connotarsi come una prova supplementarema come un deterrente a prove false o improprie. 12 – Altrettanto come deterrente, va considerata anche la riverifica dell’esenzione da displasia delle anche e della lussazione dei gomitineisoggetticlassificatiinposizionidipunta alCampionato. 13 – Sembra ora anche probabile la prova di attacco nei raduni domenicali. 14 – E’ in forse la prova della conduzione del gregge, trovando i pastori che mettono a rischio e a disposizione le loro pecore. Altre verifiche Oggisi complicano le valutazioni perché, in occasione del Campionato, essendo questo una prova di Club, vengono prese in considerazion anche la genealogia e la discendenza. Mentre nei nostri raduni, essendo manifestazioni sotto l’egida del riconoscimento dell’ ENCI, non dovrebbe essere consentita la consultazione del catalogo e l’identificazione dei soggetti. Va detto che nell’ambito delle esposizioni ENCI è vietato piazzarei cani conlemaniduranteilgiudizio,nétantomenosollecitarli con richiami, con urla, con sbraiti e “salsicciotti” dell’allenamento all’attacco. Sopportando un iter selettivo così severo, unico nella selezione delle razze canine, tutte le prove di verifica (attacco al Campionato,riverifica delle esenzioni, prova dello sparo, verifica dei denti e dei testicoli, ecc.) si configurano come un palese deterrente alle possibili truffe piuttosto che un progetto per un miglioramento zootecnico. E tutto questo serve a creare un cane elitario la cui completa assoggettazione è concessa solo a coloro che hanno strutture idonee,atuttodannodelsempliceappassionatochepurtroppononsi avvededibarrierecheloghettizzano.Sorprendenteperòèl’appoggio che gli indifesi offrono a simili imposizioni che li autocondannano. E ora entriamo finalmente nel vivo del proposito di questo articolo. La comparazione dei difetti – le classi giovanili Torniamoaripeterecheiparametricheandiamoadelencare hanno una diversa efficacia a seconda delle età del cane. In classi in cui i soggetti sono ancora in via di sviluppo, si debbono fare dei distinguo che spesso non vengono giustamente considerati. In una classe di cuccioloni, ossia in un’età compresa tra i 6 e i 12 mesi, la scarsa solidità va sicuramente meno penalizzata che in una classe adulti, mentre in queste classi va, ad esempio, assolutamente considerata la taglia perché se il cucciolone è già alto 67 cm. è e sarà fuori taglia. Infatti la solidità può essere recuperata, non di certo si può ridurre l’altezza. Altrettantovadettoperl’esameinmovimentodoveilpesare eccessivamente l’efficienza dinamica in un soggetto in evoluzione non ha senso perché ancora in fase formativa, mentre si deve porre attenzione alle preparazioni agonistiche indubbiamente dannose. Lo stimare una flessione che compromette per pochi metri un gesto dinamico, dimostra solo che chi opera una scelta così concepita evidentemente non tiene conto della realtà delle classi giovanili che dovrebbero essere più informative che significative. Abbiamo infatti spesso la riprova che cuccioloni vincitori attraverso valutazioni tipiche di un cane adulto, nelle classi degli adulti non raggiungono risultati mentre altri, piazzati nelle retrovie, sovente ottengono successi. In queste classi è apprezzabile la valutazione degli impianti angolarimaquesti,avolte,possonovenirealteratidaundisarmonico sviluppo osseo. I criteri per la stima di queste classi debbono avere una diversa metodologia ed i giudizi vanno considerati nella loro aleatorietà e non apprezzati come determinanti.
– le classi adulti Giudicando una classe adulti, possiamo trovarci di fronte ad una varietà e quantità disoggetti il cui raffronto qualitativo deve svolgersi con la ristrettezza del tempo a disposizione. Un metodo valido è quello di distinguere i concorrenti in diversi gruppi qualitativi. Avremo pertanto soggetti migliori, nomali e scadenti. Questa prima classificazione verrà poi raffinata nella classificazione all’interno dei vari gruppi. Va detto che una classe può presentare, anche se molto numerosa, l’assenza di gruppi di elevata qualità tanto che i primi possono anche essere soggetti di scarso valore. Il Giudice, per giungere ad una dettagliata comparazione non troppo prolissa, deve distinguere per qualità questi gruppi per individuare il livello qualitativo che attribuisce loro. Così facendo diviene più facile effettuare un peso dei pregi o dei difetti ravvisati. Un danno che può essere successivamente provocato dalla premura, se non dall’incapacità di produrre una graduatoria, si verifica quando il Giudice spesso si avvale del giudizio in movimento in maniera troppo discriminante. Un metodo ormai in uso ma di cui si abusa trasformando una valutazione zootecnica in un rissa agonistica. Il metodo spesso induce a trascurare dettagli ravvisati nel giudizio da fermo. Così un soggetto con occhi un pò chiari può superare un altro con buona pigmentazione dell’occhio solo perchè si è prodotto in una sparuta corsettina nell’attimo di una fugace osservazione. Le motivazioni essenziali per un’esatta stima Abbiamo già visto, all’inizio di questa esposizione, le caratteristiche essenziali della razza le quali debbono condurci nell’impegno di compilare una stima ed una classifica. Tenendo conto di quanto detto, dovremo apprezzare la tipicità di razza che, a differenza di quanto crede la maggior parte degli appassionati, non le è conferita solo da unamaschera pigmentata e da una buona impronta del muso e della testa, ma anche, e in manieradeterminante,da alcunebasilaripremessechestabiliscono l’appartenenza alle caratteristiche di costruzione e di costituzione indispensabili ad un soggetto per essere dichiarato cane da pastore tedesco. *Per essere un trottatore resistente, deve avere un tronco più lungo dell’altezza, quindi un soggetto nel quadrato non è un tipico cane da pastore tedesco. *Uncanechenonabbiaun’angolazionescapolaredialmeno il 45/50° non può essere un trottatore e, pertanto, non è un tipico cane da pastore tedesco. *Uncanechenonabbiaunaprofonditàtoracicadel45/48% non può essere un tipico cane da pastore tedesco. *Uncanechenonabbiauna groppa inclinata intornoai23° ed un metacarpo flesso non può essere un trottatore e, pertanto, non è un tipico cane da pastore tedesco. *Se l’angolo del posteriore non è almeno di 120°, non può essere quello di un trottatore e di conseguenza non è un tipico cane da pastore tedesco. *Se un cane non appaga nella sua apparenza zoometrica l’immaginediuncanemesomorfoemesocefalo,strutturebiologiche essenziali della razza, non è un tipico cane da pastore tedesco. *Se il movimento non è ampio,sciolto e radente non è un tipico cane da pastore tedesco. Altrettanto non va apprezzato un trotto artificioso prodotto da inutili sollecitazioni. I Giudici condizionati da esagerata velocità manifestano di non aver compresa l’essenza della selezione della razza, ossia quella di un cane da pastore dotato di un cadenzato trotto ampio e resistente. La tenuta in ring dei veriMaestri della selezione della razza (Katzmeier, Röper, Funk, Trox, Hahn, Rummel, Beck) era imposta da perentori “Bitte! Lamsang, lange, löse leine” e chi non ubbidiva… era messo agli ultimi posti. Doti complementari Tutto ciò che concerne la qualità e il colore del pelo, la sua lunghezza, ilsuo sottopelo, la pigmentazione, i colori, il dinamismo, il comportamento equilibrato e sicuro,rappresentano elementi che concorrono a dare forma ed aspetto alla giusta struttura portante. Un’ottimapigmentazione,concolorinerofocatipronunciati e piacevoli, non serve a dare la qualifica di cane da pastore tedesco ad un cane iscritto nel quadrato. Altrettanto vale per le doti caratteriali che, come dice lo standard, “deve avere un carattere equilibrato,saldo di nervi,sicuro di sé, disinvolto, di indole assolutamente buona ma deve reagire alla provocazione; vigile e docile per essere idoneo come cane da accompagnamento, da guardia, da difesa, da pastore e, ancora, utilizzabile in diversi impieghi civili. Deve possedere coraggio, combattività e tempra”. Sievincedallaletturadelleraccomandazionidellostandard chelarazzadel canedapastoretedesconondeveavereimpulsispinti in maniera unidirezionale ma rivolti a consentire una poliedricità di impieghi peraltro dannosamente e, forse dolosamente, mai verificati nella selezione della razza nella loro totalità, indispensabili per mantenere quelsuccesso di diffusione nell’impiego che appaga l’orgoglio di possedere un cane da pastore tedesco.
